Essere una donna rende più difficoltosa la carriera fotografica?
A quanto pare non molto. Questo è stato il risultato scaturito da un incontro tra professionisti presso l’International Center of Photography di New York il 10 gennaio 2012. All’evento erano presenti i fotografi: Mary Ellen Mark, Gillian Laub, Samantha Appleton, Stephanie Sinclair e il direttore della fotografia del New York Times Magazine, Kathy Ryan.
Gillian Laub è una fotografa di reportage, si occupa prevalentemente di storie e ritratti. Recentemente ha realizzato una serie di fotografie a giovani Palestinesi e Israeliani. Durante il dibattito ha osservato come l’essere donna l’avesse spesso aiutata a guadagnare l’accesso alle abitazioni delle persone.
“Essere una donna può essere un vantaggio, ma dipende dal tipo di lavoro fotografico” – ha detto Stephanie Sinclair, fotografa reportagista in Afghanistan, Iraq e Libano. Samantha Appleton, che si è occupata della guerra in Iraq, ha fatto notare come all’inizio della sua carriera di fotografa di guerra non fosse facile farsi rispettare. “Ho dovuto lavorare a lungo per non essere classificata come una fotografa donna. Ho lottato per essere rispettata come un qualsiasi fotografo.” – “Ci sono mille cose nella vostra personalità che incidono sul come raccontare una storia. Essere una donna fa parte di questo.“
Questo è quello che succede negli USA, ad alti livelli. E in Italia? La fotografa di moda per la quale ho fatto l’assistente gratis i primi tempi era tedesca e non perdeva mai occasione per dirmi quanto fossi fortunato a essere uomo. Raccontava come durante la sua prima settimana su un set da assistente l’avessero utilizzata come colf. In fondo anche a me non è andata meglio: la prima volta su un set (era di beauty) mi sono dovuto occupare esclusivamente di stirare gli abiti per le modelle.
E voi? Diteci la vostra esperienza.

Stephanie Sinclair

sono perplessa, in una settimana è la seconda volta che sento questa notizia… possibile che una società evoluta come la nostra la donna abbia difficoltà a fare un mestiere tanto comune?
daniela
12 gennaio 2012 alle 1:55 pm