FOTOPRO – FOTOGRAFI OGGI.

FOTOGRAFIA A TRECENTOSESSANTA GRADI.

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Censure silenziose!

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Il fotogiornalismo che spesso mi sconvolge è quello praticato sugli scenari di guerra. Provo ammirazione per chi fa questo mestiere con l’umiltà e la criticità dovuta a chi fa della guerra un modo di comunicare. Trovo che sia un dovere fare fotogiornalismo a trecentosessanta gradi, ritraendo in toto la brutalità di questi avvenimenti.

Pochi giorni fa un comunicato stampa ANSA (link) mi ha fatto notare tuttavia che c’è chi non la pensa così. Il Pentagono ha dato una nuova direttiva ai fotografi ufficiali assegnati all’esercito, ovvero quella di non fotografare i loro soldati morti durante i combattimenti. Una censura in piena regola di fronte alla brutale verità della guerra.

La fotografia che ha scatenato questa censura, la ricorderete, risale al 14 settembre. E’ stata realizzata da Julie Jacobson e ritrae il caporale Joshua Bernard, sanguinante e morente, assistito da due commilitoni dopo esser stato colpito da una granata in un boschetto di melograni nei pressi del villaggio di Dahaneh. La fotografa, a quanto dice, utilizzava un teleobiettivo e per questo non si era resa conto pienamente di quello che stava riprendendo – “Poi l’ho visto, a dieci metri da me. Una gamba strappata dall’esplosione, l’altra appesa a un brandello di pelle. Aveva perso conoscenza“. La Ap, l’agenzia di fotografia di riferimento, aveva giustamente deciso di diffondere l’immagine: “I nostri giornalisti documentano avvenimenti mondiali ogni giorno e l’Afghanistan non fa eccezione: è nostro dovere mostrare la realtà della guerra per spiacevole e brutale che sia“.

Così alcune testate si erano rifiutate di pubblicare la fotografia, ma d’ora in poi il problema non si porrà più.

La foto in questione.

La foto in questione.

Scritto da Giulio Riotta

17 ottobre 2009 alle 12:49 pm

Fotografare le guardie reali è reato.

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Da oggi fotografare un bobby, una guardia della regina, fuori da Buckingham Palace è considerato reato.
L’introduzione di questa nuova norma, tra le leggi anti-terrorismo britanniche, ha suscitato fortissime proteste da parte dei fotogiornalisti inglesi che hanno protestato davanti Scotland Yard, a Londra. Chiunque sia colto a fotografare le guardie reali rischia una perquisizione e delle indagini a proprio carico per terrorismo.
Per rassicurare tutti il ministero interno ha ribadito che questa nuova disposizione verrà applicata solo in “circostanze straordinarie”. Probabilmente sarà proprio grazie a questo nuovo sistema che tra qualche anno tutti i coloro che finora hanno ritratto le guardie reali si ritroveranno tra le mani delle fotografie più che rare.
Per quanto mi riguarda questa è l’ennesima restrizione fotografica (dopo le metropolitane, le stazioni, gli aereoporti, etc.) che ci viene imposta dai governi. Mi chiedo dove arriveremo di questo passo.

Guardia Reale

Scritto da Giulio Riotta

3 marzo 2009 alle 10:27 pm

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