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Le nostre fotografie sono in pericolo.
“Il 25 ottobre di quest’anno, guardando online le notizie sulla mia città, mi è capitato di imbattermi in una mia fotografia inserita senza autorizzazione nella home page di un quotidiano. Inizialmente sono rimasto sconcertato, lo scatto era stato caricato su Flickr senza alcuna pretesa, ma mai mi sarei aspettato di dovere subire qualcosa del genere.
Il giorno dopo mi decido e contatto la redazione per chiedere delle spiegazioni. La segretaria di turno mi interroga sulla questione trattandomi con molto poco rispetto, quasi infastidita dalla mia telefonata. Fortunatamente riesco a parlare con chi ha realizzato l’articolo e prelevato la mia fotografia senza permesso.
Ricevo scuse di ogni genere e, in cambio, una proposta: il credito sotto il mio scatto sulla pagina web del quotidiano – “come facciamo di solito” – dice. Avevo già sentito di questo genere di compensi, ma sono sempre stato contro: il lavoro è lavoro e va pagato seriamente. Dunque manifesto il mio disaccordo e, nonostante le lusinghe e una lunga opera di convincimento, chiedo di farmi contattare dall’amministrazione.
La questione purtroppo è ancora in corso, se tutto va come dovrebbe dovrei ricevere il mio pagamento a giorni. Cercando su Internet ho constatato che non è difficile trovare dei casi analoghi al mio. Si difendono dalla accuse garantendo “pubblicità gratis”. L’episodio più clamoroso che ho trovato è stato quello di un calendario aziendale realizzato interamente con foto di un altro appassionato, sempre tramite Flickr.
Mi chiedo come facciano i fotografi professionisti, quelli che ci campano con il proprio lavoro, a confrontarsi con queste situazioni imbarazzanti. E se un giorno anche io riuscissi a diventare un professionista? Non saprei davvero cosa fare.”
Chi mi ha scritto è Emanuele Noferini. Quanti altri avranno subito lo stesso trattamento? Penso siano tanti e ancor più quelli che, all’insaputa di tutto, si vedono rubare le proprie immagini senza alcun consenso.
Gettyimages e Flickr, nuova partnership.

Collezione di Gettyimages su Flickr
Flickr lo conoscete tutti, in pochissimi anni ha assunto il ruolo di leader mondiale per quanto riguarda la condivisione di immagini sul Web. Secondo StockPhotoTalk sono circa 4 miliardi le fotografie presenti su Flickr, un’enormità.
Contemporaneamente, in questi ultimi anni, il mondo della fotografia di stock è stato preda di grosse aziende che lo hanno svilito in tutti i modi: diminuendo i compensi a pochi centesimi, accettando fotografie da non professionisti, etc.
Quando qualche anno fa Gettyimages ha cominciato a corteggiare Flickr non mi sono stupito più di tanto, c’era da aspettarselo. Inoltre alla Gettyimages sanno benissimo quanto ogni appassionato di fotografia sogni, prima o poi, di guadagnare qualcosa con le proprie fotografie.
Detto-fatto nel marzo 2009 più di 100 mila immagini, appartenenti a 10 mila fotografi, furono scelte dai photo editors per essere vendute tramite Flickr. Non solo, ad oggi tutti autonomamente e indistintamente possono concedere la propria licenza di vendita tramite la propria pagina, sperando così d’essere trovati prima o poi da qualche redattore e guadagnare così qualche euro.

Così facendo Flickr, sulle orme di DeviantART, ma con la complicità di Gettyimages, si è trasformato da leader per la condivisione delle proprie immagini a sito web per la vendita di fotografie. La sete di ricchezza ha rovinato anche la più lungimirante delle favole.
“Ti daremo visibilità”, non credeteci.
L’avvento del digitale, insieme al periodo di crisi che stiamo attraversando, ha portato molti professionisti dell’editoria a mettere da parte i canonici compensi, sostituendoli con la pubblicazione dei propri crediti sotto le fotografie.
“Ti daremo molta visibilità, certamente questa pubblicazione ne porterà delle altre”.
Prima di accettare questa nuova forma di lavoro però è giusto che sappiate tre cose:
1. La maggior parte dei lettori non fanno nemmeno caso ai crediti;
2. Agli editori non interessano le vostre pubblicazioni, a meno che non si tratti di prestigiose riviste. I photo editor sono interessati alle fotografie, la qualità e l’ampiezza del vostro portfolio, non alla loro eventuale pubblicazione;
3. Dalla nascita del fotogiornalismo a oggi i credits su una fotografia rappresentano un vostro diritto. Avete mai visto un articolo di giornale senza la firma del giornalista?
In definitiva, se volete essere dei professionisti fatevi retribuire per il vostro lavoro. Se non ricevete un pagamento, come non lo ricevono diversi milioni di appassionati che caricano le proprie foto su Flickr e sul Web, come pensate di riuscire a sopravvivere?
Ricordate, se le fotografie sono sufficientemente buone per essere pubblicate allora saranno altrettanto buone da meritare un compenso.


