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Fotografia di guerra, documentario TV.
Sia che siate dei professionisti o degli amatori, vi consiglio di vedere questo documentario. Si tratta di un filmato realizzato da una troupe della Warner Brothers e la rete CBS.
Zoriah e Alissa, due fotoreporters, sono stati seguiti per due settimane a Gaza e in Cisgiordania. Le riprese sono state realizzate per un nuovo programma televisivo, “In Harm’s Way”, il quale consiste nel documentare le persone che svolgono un mestiere pericoloso al fine di rendere migliore la società di oggi.
Il filmato è diviso in 5 parti. Cercate di non far caso ai “clack clack” finti inseriti in fase di montaggio, sono terribili. Piuttosto fate caso alle differenze, tra lui e lei, nello stile, attrezzatura e qualità delle fotografie.
Operazione pelle bianca: critiche per Elle.

Aishwarya Rai Bachchan per Elle India.
Negli ultimi tempi l’uso di Photoshop per correggere i difetti dei vips è al centro di ogni dibattito. Se n’è parlato sul Web, sui quotidiani e persino ai TG con autentiche dimostrazioni filmate. Negli anni ’90 la faccenda faceva ancora parte della ‘novità’, nessuno si sognava di parlarne negativamente. Oggi invece le cose sono decisamente cambiate, persino i soggetti ritratti si ribellano agli evidenti lifting digitali.
A tal proposito, il magazine Elle sta attraversando un periodo non facile a causa delle critiche nate per la pubblicazione dell’ultima cover in India. Ad essere fotografata è stata la celebrità di Bollywood, nonché Miss Mondo ’94, Aishwarya Rai Bachchan. A giudicare dalle fotografie gli art directors hanno un po’ esagerato con l’uso dei pennelli di Photoshop: la pelle è decisamente chiara rispetto al suo colore naturale.

Gabourey Sidibè per Elle America.
Secondo il sociologo Nirupama Singh, intervistato dal Times: “Il colore della pelle riveste un tema molto importante per le donne in India. C’è il timore che il mondo della moda infonda nella popolazione un profondo desiderio di cambiamento e equità.”
Eppure non è la prima volta che Elle fa discutere per questo motivo. L’edizione americana di ottobre 2010 è stata molto criticata per i toni evidentemente chiari della pelle sull’attrice Gabourey Sidibè. Una illuminazione particolare in fase di scatto o qualcuno troppo esuberante su Photoshop? “Nulla fuori dall’ordinario, avevamo scelto 4 diverse copertine per questo mese e questa fotografia non è stata ritoccata più o meno delle altre“ hanno spiegato in un comunicato ufficiale.
Da un certo punto di vista professionale condivido la risposta di Elle. La linea editoriale di una rivista è fondamentale per esprimere al meglio i propri valori. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un magazine di moda con 25 anni di esperienza. Al contrario, dal punto di vista etico, sono stanco di questa occidentalizzazione di massa. Si tende sempre ad americanizzare tutto, come se fosse uno standard da rispettare. Piuttosto sarei curioso di scoprire la diversità tra le culture nella moda stessa, come ci propone una delle copertine più belle di Vogue nel 2010.

Vogue India.
Crisi del fotogiornalismo: cambio d’assetto per Olycom.

Olycom.
Diversi giornali hanno pubblicato la notizia della nomina di Pietro Varvello a D.G. dell’agenzia fotogiornalistica Olycom. Non sono dati da capire i motivi dell’avvicendamento né quale sarà il ruolo della famiglia Chiarini nel nuovo assetto. La Olycom, già Olympia fotocronache è stata fondata alla fine degli anni 50 da Vito Liverani e Valfrido Chiarini. Il posto di Valfrido è stato poi preso da suo figlio Fabrizio. E’ quindi normale che ci si interroghi su cosa sta avvenendo, considerando poi che si tratta di un’agenzia che è sempre stata una delle più importanti nel nostro Paese. Credo che poi tutti gli operatori del settore si domandino se questi cambiamenti avvengano a causa della crisi che sta attraversando il mondo del fotogiornalismo che non ha ancora assorbito la recente chiusura dell’agenzia Grazia Neri che per anni è stata in assoluto la più importante agenzia italiana.
