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Le nostre fotografie sono in pericolo.

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Screenshot del quotidiano

Screenshot del quotidiano

“Il 25 ottobre di quest’anno, guardando online le notizie sulla mia città, mi è capitato di imbattermi in una mia fotografia inserita senza autorizzazione nella home page di un quotidiano. Inizialmente sono rimasto sconcertato, lo scatto era stato caricato su Flickr senza alcuna pretesa, ma mai mi sarei aspettato di dovere subire qualcosa del genere.
Il giorno dopo mi decido e contatto la redazione per chiedere delle spiegazioni. La segretaria di turno mi interroga sulla questione trattandomi con molto poco rispetto, quasi infastidita dalla mia telefonata. Fortunatamente riesco a parlare con chi ha realizzato l’articolo e prelevato la mia fotografia senza permesso.
Ricevo scuse di ogni genere e, in cambio, una proposta: il credito sotto il mio scatto sulla pagina web del quotidiano – “come facciamo di solito” – dice. Avevo già sentito di questo genere di compensi, ma sono sempre stato contro: il lavoro è lavoro e va pagato seriamente. Dunque manifesto il mio disaccordo e, nonostante le lusinghe e una lunga opera di convincimento, chiedo di farmi contattare dall’amministrazione.

La questione purtroppo è ancora in corso, se tutto va come dovrebbe dovrei ricevere il mio pagamento a giorni. Cercando su Internet ho constatato che non è difficile trovare dei casi analoghi al mio. Si difendono dalla accuse garantendo “pubblicità gratis”. L’episodio più clamoroso che ho trovato è stato quello di un calendario aziendale realizzato interamente con foto di un altro appassionato, sempre tramite Flickr.

Mi chiedo come facciano i fotografi professionisti, quelli che ci campano con il proprio lavoro, a confrontarsi con queste situazioni imbarazzanti. E se un giorno anche io riuscissi a diventare un professionista? Non saprei davvero cosa fare.”

Chi mi ha scritto è Emanuele Noferini. Quanti altri avranno subito lo stesso trattamento? Penso siano tanti e ancor più quelli che, all’insaputa di tutto, si vedono rubare le proprie immagini senza alcun consenso.

Scritto da Giulio Riotta

10 dicembre 2010 alle 3:56 pm

Quanti €uro vale il vostro lavoro?

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Shakodo

Shakodo

Shakodo potrebbe diventare il vostro migliore amico. Perché? Si tratta di una community online, una sorta di social network ispirato a Yahoo Answer, che vi permetterà di capire quanto vale una vostra fotografia, quanto chiedere per un lavoro editoriale e tutto quello che riguarda i prezzi in fotografia.

Il problema:
La fotografia è una di quelle professioni senza prezzi fissi, tutto deve essere sempre negoziato. Fino a poco tempo fa, il mercato della fotografia era isolato e l’arte della negoziazione del prezzo è stata una delle chiavi del successo per i professionisti. L’afflusso dei dilettanti di talento ha causato uno spostamento del mercato. La loro mancanza di esperienza e di conoscenza delle tariffe, il non seguire i bilanci e le esigenze del cliente, tutto questo ha causato un vertiginoso calo dei prezzi. Il risultato è stato quello di offrire dei buoni prodotti a tariffe inferiori a quelli dei professionisti.

La soluzione:
Fondamentalmente c’è una mancanza di formazione fotografico-aziendale. E’ facile trovare informazioni su “come fare una buona fotografia” o su “quale fotocamera comprare”. Ma, quando si tratta di prezzi, tutti i siti di business diventano molto più vaghi. Nessuno è disposto a dare una risposta diretta sulle proprie tariffe, diritti di licenza o su come fare soldi in fotografia.
Shakodo vuole cambiare questa tendenza offrendo un servizio gratuito dove i fotografi dilettanti e i professionisti possono parlare apertamente in un forum pubblico e discuterne in modo più trasparente, soprattutto per quanto riguarda le tariffe.

Quello che scrivono è condivisibile e accattivante. Probabilmente per chi è agli inizi sarà certamente una trovata intelligente, anche considerando il recente “sputtanamento” generale del mercato, ma io dubito che un professionista condivida il proprio tariffario su un social network.

Scritto da Giulio Riotta

9 dicembre 2010 alle 8:05 pm

Avere successo come professionista, imparare a dire “NO”.

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Immagine di 134555

Immagine di 134555

Quando si intraprende la carriera come liberi professionisti, soprattutto agli inizi, succede spesso di porsi come obbiettivo principale quello di aumentare il proprio business. Vi sarà sicuramente capitato in tal senso di trovare una generosa apertura da parte dei vostri amici e parenti. Tutti cercano di aiutarvi in ogni modo a far crescere il vostro appagamento professionale proponendovi qualsiasi cosa sia fotografabile. Purtroppo questo non sempre è un bene, poiché si rischia di perdere di vista quello che ci piace davvero fare.

Quando mi sono trasferito da Milano a Roma è stato un vero trauma, ricominciare a farsi conoscere da zero non è mai facile in una grande città come la capitale. Fortunatamente nei primi tempi conoscenti e amici mi hanno aiutato procurandomi qualche contatto interessante o proponendomi dei lavori in sala posa, ma nonostante ciò non sentivo di essere soddisfatto al 100%. Non era quello che mi piaceva fare, di conseguenza non stavo bene e la mia autostima diminuiva.

Nell’ambito professionale accade la medesima cosa, cambiano gli “addendi” ma il risultato non cambia. Se ti viene commissionato un servizio fotografico che non ti stimola, benché pagato, lo farai con meno entusiasmo e questo ti porterà sicuramente ad un risultato inferiore rispetto ai tuoi standard. Dire “No, grazie” e indicare un collega adeguato per quel lavoro potrebbe essere la soluzione vincente.

Adesso starete pensando: con la crisi che c’è oggi un lavoro è sempre un lavoro, quindi perché rifiutarlo? Il ragionamento è giusto, ma seguendo sempre e solo la razionalità finirete per alimentare la vostra frustrazione. Probabilmente sapere dosare entrambe le cose è il trucco per avere una buona stima di se stessi.

Scritto da Giulio Riotta

23 novembre 2010 alle 8:48 pm

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